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“Nuove lottizzazioni tra disagi e tempi biblici”

“Nuove Lottizzazioni a Ravenna: tra disagi e tempi biblici!” è stato il tema di un incontro con la stampa tenuto stamane da  Eugenio Costa (Capogruppo FI – Pdl), Mirco De Carli (Vice-Coordinatore Pdl Ravenna), Franco Battafarano (Comitato “La lanterna della Seconda Circoscrizione” – Circolo “T. More – Ravenna) e Mario Bertolino (Comitato “La lanterna della Circoscrizione Forese” – Circolo “T. More – Ravenna”).

Costa (Capogruppo F.I.-Pdl Comune di Ravenna): “Abbiamo iniziato già da un paio d’anni a sensibilizzare suoi problemi che vivono i cittadini e che da loro ci vengono portatati. Abbiamo quindi iniziato una attività di monitoraggio. Le zone coinvolte sono le zone di via Castelli e Volte che già nel 2007 furono oggetto di una mia interrogazione in consiglio comunale in cui vennero poste in luce le varie problematiche sia di segnaletica, che di inquinamento acustico e di polveri. Proponemmo quindi il lavaggio della strada, il miglioramento della segnaletica e il piantumazione di siepi sempre verdi al lato della strada a barriera per le abitazioni.. Non ci è stato seguito ne a questa interrogazione ne ad una petizione organizzata e presentata dai cittadini.
La mancata concertazione del comune è la strada che portano avanti su tutti i problemi vedi infatti la situazione di Marina di Ravenna dove, già da un anno, io proponevo l’apertura di un tavolo di confronto tra tutte le parti in causa, mentre invece l’Amministrazione, arrogantemente, continua e coltiva decisioni in solitaria incorrendo, sempre più spesso, in grossolani errori. Ringrazio tutti gli amici con cui andiamo ad incontrare i cittadini nel territorio, lavoro che sta portando grandi frutti”.

De Carli (Vice Cordinatore Pdl): “Abbiamo un metodo, cioè una politica che parte da una attenzione sociale, noi chiediamo un protagonismo da chi è attore di un disagio, questo luogo di incontro vuole essere un amplificatore, un megafono per i cittadini. Quando parliamo di edilizia scopriamo che è disumana perchè non tiene conto delle esigenze umana, come ad esempio il fatto che in via malta e in via mastri comacini le case costruite sono composte di appartamenti piccoli dove ovviamente il garage non è sfruttabile come posto macchine, dove di questo non si tiene minimamente conto quando nella predisposizione di posti auto non ne vengono poi istallati un numero ragionevolmente sufficiente. Quindi il Comune deve prevedere una concertazione con gli abitanti del territorio, ci deve essere un tavolo tra Amministrazione i sindacati e l’ANCE che stipulino un patto per un quartiere a misura d’uomo non si fanno spot elettorali, si va ad incontrare i problemi con impegno per essere informati”.

Battafarano (Comitato “La lanterna della seconda circoscrizione” – Circolo “T. More”): “Via Mastri Comacini è una lottizzazione nuova, ci sono 43 unità abitative e sono stati previsti appena 17 parcheggi comprendenti anche i posto stazioni ecologiche. Inoltre gli stalli adibiti a parcheggio risultano essere di dimensioni differenti l’uno dall’altro. Chi parcheggia sotto casa è in zona multa in quanto nella carreggiata è prevista una zona di divieto di sosta e di fermata. A settembre siamo partiti con la petizione cittadina dove su 40 famiglie hanno risposto all’appello 30.
In fondo alla via hanno costruito una palazzina da 28 appartamenti, ecco che si presenterà veramente una situazione caotica per quanto riguarda il parcheggio”.

Bertolino (Comitato “La Lanterna Circoscrizione del forese” – “Circolo T.More”): Via Malta presenta un’invenzione da parte dei cittadini, la doppia fila, essendo che per parcheggiare non sono previsti spazi adeguati. È prevista poi una nuova lottizzazione in fondo a via Malta che peggiorerà ulteriormente la situazione parcheggio. La nostra proposta è che in fondo a via Malta si preveda un parcheggio da 50-60 posti auto.
Nel corso della conferenza stampa, dove hanno partecipato diversi cittadini abitanti nelle zone d’oggetto, sono emersi i vari disagi quotidiani a cui sono costretti i residenti; tra questi in particolare quello di un cittadino, costretto come tanti altri a dover scendere in strada nel pieno della notte, per dover spostare la propria auto per consentire l’accesso alla zona ad altri residenti.
A fronte delle problematiche emerse sulle singole strada verranno predisposte singole e mirate interrogazioni comunali”.

- art. 21 -

A causa della riforma della pubblica istruzione e della reintroduzione del 5 in condotta c’è stata, nell’ultima pagella, una vera e propria pioggia di insufficienze (oltre 34000) nella valutazione del comportamento.

Da questi dati si avverte la necessità di una decisa svolta educativa.

Avendo appoggiato fin da subito la riforma Gelmini, trovo giusto porre fine ai cosiddetti atti di bullismo punendo sul piano disciplinare gli alunni più scalmanati.

Infatti non va dimenticato che uno dei ruoli fondamentali della scuola è quello di educare le nuove generazioni al rispetto delle persone e del mondo circostante.

Personalmente ero indignato dagli ultimi fatti di cronaca: atti di violenza ai danni dei più deboli, atti vandalici contro le strutture scolastiche, maleducazione e arroganza.

Questi atti non sono più tollerabili anche per poter difendere il diritto di tutti quei ragazzi che vanno a scuola con la voglia di imparare.

Purtroppo i dati parlano chiaro… gran parte dei 5 in condotta sono stati assegnati agli alunni del sud. Questo è un chiaro sintomo di come nel meridione il disagio giovanile sia più sentito e più marcato e dove la scuola dovrà agire con maggiore vigore sul piano educativo.

In fondo il vecchio detto “ognuno il suo mestiere e agli ignoranti la carriola” continua ad essere attualissimo.

Alla prossima riflessione amici.

 

Alle Poste di via Meucci su sei sportelli

soltanto uno in funzione

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- art. 20 -

Cari amici questa settimana mi voglio soffermare su un problema che è sotto gli occhi di tutti: le numerose buche stradali che, oltre a mettere a repentaglio la nostra incolumità minano anche la nostra più ponderata pazienza. Tutti gli anni, a causa delle precipitazioni invernali, le strade di Ravenna si sbriciolano creando non semplici buche, ma in tanti casi, dei veri e propri crateri che definirei a dir poco pericolosi. Per non parlare poi delle crepe e dei cedimenti del manto stradale che provocano degli avvallamenti insidiosi e difficoltosi da gestire per chi è alla guida di un mezzo. Siamo sicuri che la colpa sia solo imputabile agli eventi atmosferici? Gelo, neve e pioggia sono fenomeni che annualmente colpiscono la nostra città. Nonostante ciò sia ben risaputo dalle ditte esecutrici del rifacimento del manto stradale, ci troviamo a dover nuovamente affrontare questo problema. Mi sorge quindi un dubbio: forse i lavori vengono svolti con troppa economia, sopratutto nella scelta dei materiali impiegati? Visto il ripetersi tutti gli anni dell’emergenza buche direi proprio di si, altrimenti come si potrebbe spiegare il fatto di come alcune strade asfaltate due o tre anni fa siano già in pessime condizioni? Indubbiamente è giusto badare al risparmio, appaltando i lavori al miglior offerente però andrebbe sempre ricordato, che sotto a certi standard qualitativi non bisognerebbe mai scendere. Questo per poter garantire il massimo della sicurezza a tutti gli utenti della circolazione stradale, compresi pedoni, ciclisti e i motociclisti. Le pessime condizioni delle strade è un problema che riguarda molte città italiane. Sicuramente è una situazione imbarazzante se pensiamo che sul nostro suolo abbiamo strade costruite dagli antichi romani che sarebbero, dopo duemila anni, ancora in molti tratti perfettamente percorribili… allora come oggi, le strade sono simbolo di potenza culturale non indifferente. Noi che siamo i diretti discendenti di quell’impero, malgrado tutta la tecnologia che disponiamo, non riusciamo a mantenere un adeguato livello qualitativo nazionale. Tornando a parlare di Ravenna… ritengo che le nostre strade non siano degne di un città moderna e civile e, se le riteniamo un biglietto da visita per chi ci viene a visitare, sicuramente non ci fanno fare una gran bella figura. Alla prossima riflessione amici.

Problematiche isola ecologica P.zza Costa

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“Troppo cara l’isola ecologica di piazza Costa”

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Cari amici, come tutti sappiamo, stiamo attraversando un brutto periodo di recessione.

Ogni volta che si presentano situazioni di questo tipo dobbiamo affrontare lo stesso problema: aiutare in termini economici il settore auto, particolarmente importante nella produzione industriale italiana.

Tutti i paesi ricorrono a questo rimedio: gli americani, in quanto le loro case automobilistiche sono sull’orlo del fallimento, e gli europei che, visto il netto calo delle vendite, si ritrovano con dei bilanci di un color rosso drammatico.

Dicevamo tutti? Beh non proprio! Infatti se analizziamo il comparto auto scopriamo che il governo giapponese non stanzia nemmeno uno yen per aiutare le proprie case automobilistiche. Infatti, nel paese del sol levante, esse sono abituate a cavarsela da sole, senza gravare in caso di crisi sulla propria economia nazionale.

Da qui si spiega la volontà di costruire auto affidabili, che attraggano il maggior numero di clienti, e la costante ricerca sull’innovazione del prodotto. Oggetto di notevoli studi è stata l’auto ecologica ibrida, ovvero un mix tra un normale motore a benzina e uno elettrico. Questo sistema rivoluzionario riduce i consumi ed ha emissioni inquinanti ridottissime.

Tutte le case automobilistiche dovrebbero trovare il coraggio d’investire sull’innovazione tecnologica, invece sembra un campo abbandonato da americani e europei.

Tornando a casa nostra il primo pensiero è sempre lo stesso: il gruppo Fiat, che con gli italiani spartisce solo i debiti, minaccia migliaia di licenziamenti e la chiusura di qualche stabilimento.

Non sarebbe ora di svincolare il paese dalla sindrome da Fiat-dipendente  e obbligare questa grossa azienda ad arrangiarsi come fanno i piccoli artigiani e le medie/grandi imprese di tutta Italia?

Inoltre, dato che fabbricare auto ci costa tantissimo (infatti ogni 5/6 anni dobbiamo iniettare 3/400 milioni di euro di risorse per evitare che Fiat fallisca), non è meglio iniziare a pensare di investire anche in altri settori?

Alla prossima riflessione amici

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Cari amici ogni volta che leggo la mia busta paga vengo colto da una profonda amarezza. Questo perché spulciando tra le varie righe trovo alcune trattenute che ritengo alquanto inique.

Sul banco degli imputati ci sono le addizionali irpef comunali e regionali. Esse rappresentano il prelievo che lo stato lascia riscuotere direttamente a comuni e regioni gestendo, poi, queste risorse come meglio credono.

Ritengo indecoroso continuare a pensare che la busta paga dei lavoratori dipendenti sia il pozzo di S. Patrizio… ovvero il luogo più facile e più veloce dove attingere, ogni qual volta che si voglia, il denaro mancante.

Vi ricordo che queste due trattenute sono state fortemente volute dal governo Prodi e presentate con la finanziaria 2007.

In un momento come questo, dove la crisi economica ha reso tutti più parsimoniosi, vedere la nostra già misera busta paga rosicchiata ulteriormente, sicuramente non giova al nostro morale. Sapere, poi, che questi milioni di euro servono a malapena a ricoprire i buchi di bilancio creati dalle giunte comunali e regionali aggrava ancora di più la situazione.

Certo che, in un paese dove l’evasione fiscale è tra le più alte del mondo, se tutti pagassimo le tasse non ci sarebbe bisogno di escogitare tanti sistemi per farle pagare ai soliti noti: i lavoratori dipendenti.

Purtroppo, però, il nostro è un difetto tutto italiano: cercare sempre di

“tirare a campare” magari sulle spalle di qualcun’altro.

Ritengo giusto pagare le tasse per far funzionare il sistema Italia, ma trovo sicuramente più ingiusto, come  nel caso delle addizionali comunali e regionali, che siano state introdotte nuove tassazioni in busta paga quasi nel silenzio più totale. E allora mi chiedo: perché i sindacati sempre pronti a mettersi di traverso abbiano taciuto in maniera vergognosa senza neanche inscenare uno straccio di sciopero? Forse perché non potevano farlo su dei provvedimenti voluti dalla sinistra?

La ricetta giusta per abbassare il prelievo in busta paga è una serrata lotta all’evasione fiscale nel disperato tentativo di recuperare più soldi possibili e meno sperperi gestionali di comuni, province e regioni.

Speriamo bene amici, alla prossima riflessione Franco

babbi-natale

Cari amici questa settimana vi voglio rendere partecipi di una bella iniziativa a cui ho aderito durante le festività che si sono da poco concluse.
Come tutti gli anni il comitato cittadino Savio di Ravenna e il Consiglio di Zona Savio di Cervia allestiscono una splendida iniziativa che si realizza attraverso la distribuzione di cesti natalizi per le persone più anziane, la donazione di giochi per i bambini della locale scuola materna, la visita ai ragazzi del centro “i Girasoli”, il tombolone e infine, il 6 gennaio, l’arrivo della befana è salutata con una sagra paesana.
Personalmente sono stato protagonista, vestito da babbo natale, della consegna dei cesti agli ultra ottantenni.
Nonnini di nome ma non di fatto: infatti molte delle persone visitate hanno dimostrato una freschezza e una vitalità davvero invidiabili. Inoltre non voglio dimenticare gli abbracci calorosi e gli occhi commossi di questi nonnini, dimostrazioni d’affetto che aprono davvero il cuore.
Importante è ricordare come tutta l’iniziativa sia a carattere di volontariato e che tutto ciò è reso possibile grazie all’impegno delle persone del comitato e del consiglio. Personalmente voglio rivolgere un immenso grazie al sig. Balsamo e a sua moglie Laura, veri promotori ed instancabili artefici di tutta l’iniziativa che mi hanno dato la possibilità di vivere questa esperienza.
Mi è sembrato giusto iniziare l’anno parlando di un iniziativa che non gode della visibilità che meriterebbe e che, come tante altre opere di solidarietà, passa purtroppo un po’ inosservata.

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L’ultimo commento

Cari amici, girando per Ravenna, vengo spesso colto da una domanda… ma quanto è cresciuta la mia città negli ultimi quindici anni?

Si è costruito in lungo e in largo, si sono riempiti ampi spazi vuoti e molte volte anche aree verdi, si e cementificato oserei dire l’impossibile e forse anche di più!!!

Inizialmente l’idea di costruire intorno alla città una cintura stradale snella e veloce aveva avuto la mia approvazione. Successivamente mi sono dovuto ricredere quando il comune ha dato il via libera di edificare intorno a questa importante arteria dei nuovi quartieri residenziali con tanto di attività commerciali. Questi spazi, alla fine, sono risultati un po’ angusti.

Dato che si era partiti da un foglio bianco sicuramente si poteva fare di più. Innanzitutto portando più rispetto al territorio e mantenendo una certa coerenza tra le costruzioni. Certamente si poteva evitare di sfregiare la città con orrendi casermoni e pensare, invece, a quartieri più a misura d’uomo.

Assurdo poi, come in alcuni casi, si sia tenuto poco conto delle automobili: infatti in molte strade nuove si sono costruiti parcheggi con il contagocce!!!

La lungimiranza è mancata totalmente, si è costruito senza pensare ad una prospettiva di crescita del traffico. Ne deriva che il problema delle auto sarà un bel grattacapo anche per le generazioni future!!!

Sconvolgente, infine, come in tanti quartieri nuovi non si sia costruito nemmeno una piazza: da sempre simbolo d’unione culturale e parte distintiva di una città.

Per non parlare, poi, dei pochi parchi pubblici costruiti: assomigliano a lande desolate… infatti, nella stagione estiva, si rischia l’insolazione vista la mancanza di alberi!!!

Insomma, le generazioni future parleranno di noi come dei cementificatori folli…

Concludo affermando che si è costruito tanto e male e di questo ne sono dispiaciuto perché Ravenna sicuramente meritava e merita di più.

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